(tratto da https://www.facebook.com/groups/366675053362589/permalink/420703614626399/ - da me stessa scritto - )
Spero l'esistenza di questo gruppo sia cosa nota in rettorato, di conseguenza spero una sbirciatina in questi mesi l'abbiano data. Me lo auguro se non altro perché si rendano conto del clima che si è instillato nelle nostre vite. Mi auguro il Rettore, o chi per lui, abbia modo di leggere questo post.
Non voglio fare di tutta l'erba un fascio, non dico che tra i fuori corso non ci sia chi si è adagiato sugli allori... Allo stesso modo però, non possono farlo loro. Abbiamo detto e ribadito che ognuno di noi ha delle motivazioni, più o meno valide, per cui non ha ancora concluso il proprio percorso di studi (credo che nessuno di noi si entusiasmi nel versare annualmente la metà, o anche più, dello stipendio del proprio padre nelle casse dell'ateneo), ma fino a che punto le cause di questa "fuoricorsite cronica" sono da attribuire solo a noi studenti?
Non voglio tirare in ballo sempre gli stessi discorsi, li conosciamo già (tanto noi studenti quanto professori, rettore...), né voglio in qualche modo cercare delle attenuanti.
Mi spiego meglio portando una mia esperienza personale come esempio.
Dicembre 2008, sostengo un esame del III anno (ero in corso); giugno 2010, sostengo un altro esame del III anno (ovviamente ero I anno f.c.). Luglio 2011, non c'è traccia di questi due esami (oltre che di altri) nel mio piano di studi, mando quindi una mail all'indirizzo che tutti conosciamo (dopo continui solleciti in segreteria amministrativa). Un mese dopo la risposta: l'esame del 2008 è in fase di annullamento, quello del 2010 nemmeno menzionato...
Esame in fase di annullamento? Motivo: all'epoca pagai le tasse 10 giorni dopo aver sostenuto l'esame. Mia obiezione: ma se ho la possibilità di pagare le tasse fino al 31 dicembre, com'è che non posso fare esami prima di quella data? Risposta: non ero ancora ufficialmente uno studente del III anno. Sorvoliamo sul fatto che il dubbio mi era sorto e che mi informai, tanto con la docente del corso che con le segreterie,prima di sostenere l'esame, ma ci sono voluti due anni e mezzo perché mi informassero ?
Ve la faccio breve, riguardo all'annullamento mi dissero di non preoccuparmi perché i prof in genere ri-verbalizzano la materia senza problemi... E difatti la professoressa Puglia (ce ne fossero come lei!!!!!!!!) si è subito messa a disposizione. Tutto bene quel che finisce bene penserete... "Annaccaro", risponderebbe mia nonna: prima di procedere dovevo aspettare 1) notifica di procedimento di annullamento, 2) notifica di annullamento. Luglio... Agosto... Settembre... Ottobre... Novembre... Dicembre...
I mesi passavano, ma il postino Partinico non l'aveva ancora trovata (eppure dista solo a 30 Km da Palermo). Solleciti via mail, solleciti personalmente... segreteria didattica, segreteria amministrativa... La patata bollente se la passavano da una mano all'altra, fino a quando non decido di andare a parlare con il preside di facoltà. Disponibilissimo, si è premurato lui stesso (due volte nella stessa mattinata!!!!!!!! - sempre più efficienti le nostre segreterie -) di farmi avere questa benedettissima notifica di annullamento. Problema n'1 "risolto" (non lo riterrò ralmente tale fino a quando non vedrò la materia caricata nel piano di studi, cosa che ad oggi - 3 mesi dopo la ri-verbalizzazione - non è ancora avvenuta ). Problema n'2: che fine ha fatto l'altra materia (quella del giugno 2010)? Il preside era piuttosto stranito, tanto da consigliarmi di inviare una lettera al delegato del Rettore per la didattica e la stessa, per presa visione, al Rettore. Questo accadeva a dicembre, le lettere le inviai a metà gennaio: non ho ancora ricevuto alcuna risposta. Lettere smarrite? Al Rettore è sicuramente arrivata (il preside mi consigliò di fare una raccomandata, scema io a non farla anche al suo delegato per la didattica), Si sarà mica smarrita giusto quella del delegato? Boh, possibile!
Tutto questo lo sto scrivendo non per fare polemica, ma per ribadire un concetto: prima di additare gli studenti come dei fannulloni (o bamboccioni e/o sfigati che dir si voglia) si cerchi di essere onesti... Dovermi preoccupare di materie già sostenute può essere ritenuta una perdita di tempo? Io credo proprio di si. Dovermi preoccupare di materie già sostenute, può togliere tempo a quelle che devo ancora sostenere? Si, direi che è probabile. Come vedete, non sto facendo i soliti riferimenti ai professori o all'ordinamento (seppur ne avrei di esempi da fare), sto sostenendo la mia (la nostra) tesi con altre argomentazioni (inconfutabili).
Detto questo, mi rivolgo non al Rettore, ma al padre che egli stesso è.
Professore, io potrei benissimo essere sua figlia, legga le mie parole come se io fossi tale: la mia generazione ha funto da cavia per una riforma che è stata un totale flop (se anche voi accademici non la riteneste tale, adesso non stareste tornando sui quei passi). A causa di un esperimento di governo, siamo qui oggi a lottare per la conquista di un titolo di studi per il quale basterebbe solo impegno e dedizione. Siamo vittime di una sperimentazione, chi ci ripagherà per questo? La prego di non aggiungere la beffa al danno, ci dia la possibilità di raggiungere questo traguardo. Non mi dica che "ci state accompagnando verso la laurea", con il magone in gola le chiedo di non farsi beffa delle nostre intelligenze: istituire 6 corsi di recupero non può essere la soluzione, perché resta il fatto che studiare nei ritagli di tempo tra un lavoretto e l'altro con il fantasma della decadenza che ti alita sul collo e con nessuna certezza garantita di superare comunque l'esame non ti permette di vivere (e quindi studiare) serenamente. La soluzione non è istituire dunque 37 corsi di recupero (tante sono le materie nel mio corso di laurea), ma più semplicemente non cambiare i termini di un contratto... Quel contratto che io personalmente stipulai nel 2005 con l'ateneo di Palermo, un contratto nel quale nessun punto parlava di decadenza. Comunque sia, se anche i corsi di recupero fossero la soluzione, resta il fatto che nel mio corso di laurea due non sono partiti e mi sembra di capire che non partiranno (biologia molecolare e fisiologia generale: più che scogli, faraglioni): dove e come ci state accompagnando allora? Ribadisco che non voglio fare polemica, il mio è soltanto uno sfogo... Quello di una figlia ad un padre.
Valentina Martorana, studentessa decadente del CdL in Scienze Biologiche... Figlia del popolino, venuta al mondo con la "presunzione" di voler fare la biologa.

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