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giovedì 30 ottobre 2014

Prolisse, retoriche ridondanze.

Lo preannuncio, sarò prolissa, retorica, ridondante: perché in Italia, evidentemente, non lo si è in fondo mai abbastanza, dal momento che certi discorsi si torna sempre a rifarli.

Domenica sono stata a Palermo, tutto il giorno. In realtà, ho passato tutti i sabati e le domeniche di ottobre a Palermo. Da 9 anni la vivo ormai abitualmente, eppure non l'avevo mai conosciuta "bene", non come posso dire di conoscerla adesso, se non altro.
Ad ogni modo, domenica sono stata a Palermo, dicevo, tutto il giorno... Ed è stato come se non l'avessi mai vista prima.
Dalla prima volta che sono stata a Firenze (correva l'anno 1996, io avevo solo 10 anni!), mi sono innamorata di questa città. Ci sono stati parecchi altri ritorni e, dacché ricordi, ho sempre avuto fissa in testa l'idea di condurre lì la mia vita da adulta. Amavo (ed amo!) tutto di Florentia, patrimonio dell'umanità, culla del Rinascimento, di certo una delle città più belle del mondo... Per me, la più bella. Lo scorso aprile ci sono tornata per la trilionesima volta, rifacendo le cose che da 18 anni faccio: perdermi nel suo centro storico, visitare le sue chiese, ammirare i suoi palazzi... Fare la fila per gli Uffizi. La giustificazione ufficiale a questo "effetto rewind" è stata il mio fare da Cicerone all'amica con cui ero andata e che non era mai stata in Toscana, se non a Pisa, credo. Lei, che ha viaggiato più di me e che, pertanto, ha visto più cose di me, per quanto noi si abbia la stessa età, riteneva a tratti esagerato il mio entusiasmo per ciò che quella macchina del tempo (così ho sempre definito Firenze) offriva. Dal momento stesso in cui abbiamo deciso di fare questo viaggio, ho cominciato a parlarle della magnificenza degli Uffizi. Quando li abbiamo visitati, è quasi rimasta delusa... Sottolineo il "quasi", per carità. Insomma, le erano, ovviamente, piaciuti, ma non condivideva il mio stesso entusiasmo. Mi chiedevo come fosse possibile... E' presto detto. Lei, era reduce da un viaggio a Londra. Lì, giusto per fare un esempio, i musei sono del tutto gratuiti o, quanto meno, lo sono per chi non abbia ancora compiuto 25 anni. Da noi, al massimo, ti riducono il prezzo del biglietto. Anche se sei studente te lo riducono, il più delle volte, però, l'essere studente, per quanto condizione necessaria, non è sufficiente: devi anche dimostrare di studiare in facoltà che con l'arte e la storia c'entrino direttamente qualcosa.  Per evitare la coda che, in genere, arriva fino a Piazza della Signoria, decidiamo di pagare un surplus per acquistare la prevendita e garantirci l'ingresso ad un orario stabilito. 12 euro (prezzo del biglietto) + 4 (surplus per la prevendita), a testa, per ritrovarci a fare comunque la fila: la suddetta fila, che dall'ingresso degli Uffizi arrivava fino a Palazzo Vecchio, era composta da turisti provenienti da ogni parte del mondo che avevano anch'essi acquistato la prevendita... Sul biglietto, avevamo tutti, rigorosamente, stampato un "ore 15.00" alla voce "orario di ingresso". Una volta dentro, orge di visitatori che stazionavano davanti ad ognuno di quei meravigliosi capolavori custoditi in quella galleria che per me era sempre stata come Disneyland agli occhi di un bambino. Avevamo anche preso l'audio guida... La metà delle stanze non erano affatto menzionate. I miei occhi erano sempre stati tanto abbagliati da quello splendore da non fare elaborare alla mia mente l'assurdità del tutto.
Cosa c'entra tutto questo con la mia domenica a Palermo? Oh, c'entra... Eccome! 
Ho passato tutti i week end di ottobre in città, dicevo. Sono rimasta accecata da tutto quello che Palermo è: storicamente, architettonicamente, artisticamente, culturalmente. Sono stata accecata, come per diciotto anni mi aveva abbagliato Firenze e, ancora una volta, non avevo visto le falle.
Palermo non ha una pista ciclabile, ad esempio. Che c'entra? C'entra. Domenica era una giornata bellissima, come solo la nostra terra può regalarne ad ottobre, vuoi mettere la meravigliosa possibilità di godersela in sella ad una bicicletta?
Palermo è sporca, sporchissima. Palermo è sommersa dalla munnizza.
Palermo fa puzza. Due domeniche fa ho avuto il piacere di prendere parte ad una passeggiata culturale per le "vie del Gattopardo". Siamo stati in via Lampedusa, dove sorgeva Palazzo Lampedusa, dimora del principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa: la guida ha dovuto spostarsi, con l'intero gruppo al seguito, per via della puzza che veniva fuori dai tombini della fognatura.
Palermo è abbandonata. Dall'amministrazione? Quasi certamente, ma anche (e cosa ben più grave) dai suoi cittadini (parte di essi, per carità!) che ne abusano non salvaguardandola. Visitare i giardini della Palazzina Cinese e guardandone inerme il degrado... Le scritte sui muri interni, la munnizza, le panchine sradicate, le fontane vuote. 
Palermo è l'ombra di ciò che potrebbe essere... Palermo è l'ombra di ciò che dovrebbe essere. 
Palermo è la "mia" città (donna di provincia sono, ecco il perché delle virgolette), quindi le mie parole potrebbero sembrare di parte. E' per questo che ho voluto citare prima Firenze, per fare capire che io sto parlando da italiana che ama l'Italia, da siciliana che ama la Sicilia, da "palermitana" che ama Palermo.
Amo questo stivale e le sue isole, di un amore che va oltre la ragione. Mentre tutti i miei coetanei vorrebbero scappare, io desidero restare. Mentre tutti i miei coetanei preferiscono pensare al loro futuro a prescindere dall'Italia, io penso a come far coincidere il mio futuro con quello di questo paese. 
Questo articolo non vuole essere un "raccatta mi piace", ve lo assicuro, ma un urlo... Di rabbia.
Si, sono arrabbiata, di una rabbia nera. Anzi, io sono incazzata.
Sono incazzata perché derubata, da ladri che rimangono impuniti... Sono incazzata perché derubata da gente che mi deruba senza porsi troppi scrupoli. Sono derubata da gente che si autocelebra. Derubata, derubata, derubata. 
Sono nata in Italia, accidenti. Sono nata in Sicilia... Io dovrei poterne fare un vanto. Devo, invece, chinare la testa: il mio paese è stato violentato, sfruttato, prosciugato. Il mio paese è stato svenduto a terzi dai suoi stessi figli (indegni) che vogliono poterne trarre il traibile a scapito di 60 milioni di persone per il vantaggio di poche centinaia di indegni (lo ribadisco!) eletti.
Viste le figure che si sono avvicendate all'interno del nostro governo negli ultimi anni (sia in senso figurato che letterale), lasciatemi usare una metafora che può essere facilmente compresa da tutti: l'Italia, come del resto la Sicilia, ha tutto e il contrario di tutto. L'Italia potrebbe essere una matrona, invece si accontenta di essere la puttana d'Europa.

"Ahi serva Italia, di dolore ostello, 
nave sanza nocchiere in gran tempesta, 
non donna di province, ma bordello! 

Visto, Dante sa essere conciso, per nulla retorico e affatto ridondante. 

martedì 29 ottobre 2013

La meglio gioventù, la bella società


Era il 2010, avevo 23 anni e cominciavo ad avere a che fare con il mondo del lavoro. Fino ad allora ero stata solo figlia e studentessa, da quel momento, invece, avrei cominciato ad affrontare la vita un po' più in prima persona. 
E' in quel periodo che conosco un tizio, il responsabile per la Sicilia di una grossa azienda italiana. Un giorno, parlando del più e del meno, il tizio dopo aver sentito l'esigenza di sottolineare che le ragazze della mia età avrebbero fatto carte false per stare con dei 40enni/50enni in carriera, iniziò a tessere le lodi delle escort: "è un modo come un altro per fare carriera". Già, perché è carriera tutto ciò che ti fa guadagnare tanti soldi nel più breve tempo possibile. Ma non è questo il punto. 
Il punto è che, a detta del tizio di cui prima, ha più spirito d'intraprendenza e senso degli affari una "fanciulla" che decide di essere l'accompagnatrice di un distinto e ragguardevole uomo d'affari, piuttosto che io, una ventitreenne che fa la segretaria: quale margine di miglioramento (leggasi possibilità di far soldi) potrò mai avere? Tutta questa filastrocca per evidenziare, sia pur retoricamente, la decadenza nella quale trova contesto la società odierna. E' uomo più degno di rispetto uno zuccone coi soldi che un Modigliani povero in canna. E' più degna di rispetto e lode una persona che vende la sua dignità e calpesta il proprio io, solo per l'apparire e l'avere, piuttosto che una 23enne che decide di fare la segretaria pur di alleggerire il groppone al proprio padre.
La mia giovane età mi aveva ingannato, ero convinta quel tizio fosse un caso a sé, oggi posso dire che ad essere "strana" sono io e i pochi altri che, come me, non sanno se ridere o piangere dinanzi a simili filosofie di vita.
Amen.

giovedì 12 settembre 2013

Non chiamatemi bambocciona.

Non sarò mai ministro della salute, ne' la biologa più influente del settore (forse, non sarò nemmeno mai biologa), intanto pero' lavoro anche 12 ore al giorno e aiuto a sopperire agli ammanchi di uno stato che taglia le gambe ai 50enni come ai "giovani, non più giovani, ma 30enni".
Mio padre (quasi) a spasso a 50 anni ed io cavia di una riforma dell'istruzione fallimentare.
Orgogliosa di chi sono, nonostante tutto. Schifata e distaccata da questo stato (con la s minuscola) del quale, purtroppo o per fortuna, sono figlia.
Non c'è trota o figlio di papà che possa farmi sentire inferiore a lui.

Io l'ho pensato. Io l'ho detto. Io l'ho scritto... E ci metto pure la faccia.


Valentina Martorana

venerdì 10 maggio 2013

Gli italiani e le loro manie di persecuzione.



da Oriana Fallaci's best words (Note) Mercoledì 6 marzo 2013 alle ore 14.14
Siamo cosi' abituati a soccombere che dinanzi alle novità n'appagnamo, come di dice dalle mie parti, ci facciamo prendere dal panico insomma. Pensiamo subito alle cospirazioni più assurde, scordandoci dell'evidenza (o facendo finta di non vederla?). Siamo cosi' occupati a trovare semplicistici parallelismi tra Grillo e il fascismo, da aver gia' scordato anni di ruberie e malgoverno. Abbiamo dimenticato gli scandali, abbiamo dimenticato i bunga bunga, tangentopoli, parentepoli. Ci siamo dimenticati delle promesse non mantenute, dei trota e delle pioggie di pergamene di laurea, dei finanziamenti alle scuole private, dello sfascio della scuola pubblica. E chissenefrega degli esodati, dei disoccupati e dei cassaintegrati. Per non parlare dei giovani che ormai non son più giovani, ma trentenni col curriculum che canta miseria che, da choosy/schizzinosi, pur di non fare i bamboccioni ad oltranza si sono accontentati di lavorare in nero, senza ferie, malattia o diritti e sicurezze di alcunche' natura. Ma si, teniamoci le veline in parlamento... Cos'è invece 'sta roba che tra gli esponenti del M5s ci sarebbe gente sotto i 30 anni e con poco spiccate doti dialettiche? Che capacita' avrà mai un neolaureato? Almeno la Carfagna e' bona. Signori miei, io non lo so se siamo caduti dalla padella alla brace, so solo che almeno posso auspicare ad un cambiamento. Berlusconi, Bersani, Monti e M5s. Io mi sono stufata di scegliere il meno peggio (che non c'e'), io voglio osare, voglio provare a cambiare. All'Europa non sta bene? Beh, sti 'zzi. Bla bla bla, non so di che parlo? Sono una folle? Non posso pensare di poter fare come voglio? Bene, il signor Monti ha leccato il culo a madre Europa... Non mi sembra il paese stia respirando a pieni polmoni, anzi, credo stia addirittura spirando. Berlusconi si tenesse le grandi opere, Bersani capisse chi e', Monti si mettesse da se a lacrimare e sputare sangue. Io quel che voglio e' poter vivere e non continuare a sopravvivere per gentile concessione di qualcuno.Italia, inizia ad osare... Non continuare a far parte del gregge e, soprattutto, smettila di frignare.

Valentina nel paese del paradosso.



Si fa facile a dire "Lascia il lavoro e dedicati allo studio", molto facile. I primi a farlo? I miei stessi genitori. Lascia il lavoro e studia, come se il benessere, presunto, di domani fosse piu' importante della dignita' di essere "indipendente", si fa per dire, oggi. O forse vale il contrario? Poco importa, fa lo stesso. Da un lato, lascia il lavoro e studia. Per cosa? Cosa puo' la triennale di una f.c. al cospetto delle migliaia di eccellenti carriere universitarie la cui prospettiva piu' allettante e' lavorare da McDonald's (con tutto il dovuto rispetto per lo stipendio di chi un lavoro in regola cmq ce l ha). Dall altro lato, professori universitari che sentenziano: "lavori? Beh che ci fai ancora qui dentro? Risparmia i soldi delle tasse". Messa cosi, sembro quasi una bambina capricciosa che tutto vuole... E nulla stringe. E' vero: nulla stringo. Pero' no, non e' vero che tutto voglio. Io una cosa sola voglio (e non lasciatevi ingannare dal plurale): i diritti. Diritti che mi spettano, fosse solo per il fatto che esistono dei doveri. Io ho il diritto di studiare e, se voglio (o devo), di lavorare... Contemporaneamente. Tu, Stato (anzi, stato - con la s non minuscola, microscopica), non mi devi togliere le condizioni adeguate per farlo.
Universita' pubblica, tasse non proporzionali ai servizi offerti.
Universita' pubblica, il triangolo si: studenti, preparazione, professori... Quando il superamento di un esame non dipende dalla propria preparazione (non solo), ma anche (e, talvolta, soprattutto) dai deliri di onnipotenza di certe entita' soprannaturali.
Universita' pubblica italiana, quel non luogo dove si riducono gli anni di corso, aumentandone le discipline: studi di piu', ma il tuo titolo di studi vale meno.
Universita' pubblica siciliana (e non solo), esemplificazione del concetto di totalitarismo, dove il rettore veste i panni del despota: per chi alle superiori avesse mancato le lezioni di storia.
Universita' degli studi di Palermo, "Smithers libera i cani"... Da scatenare contro gli studenti: si fottano, che mi frega del perche' non l hanno ancora fatto, se non si sono laureati, cacciamoli. Cosi, per diletto (... La chiamavano economia).

L'Italia, il bel paese. Arte, letteratura, cucina, scienza e... Paradossi: studio o lavoro? E mentre il dubbio mi attanaglia, sento parlar di saggi, tecnici... Choosie (cosi si scrive? Scusa Elsa).

Amareggiata.
Scusate lo sfogo.

Valentina Martorana

mercoledì 28 novembre 2012

Per la serie "e chi camurria! Mi siddiò"

Non sono una "tecnica", non sono nemmeno laureata. C'è chi, per questo, mi affibbierebbe innumerevoli aggettivi (o forse ne basterebbero 3 o 4). Tuttavia, siccome "cogito", "ego sum" (non ho dimenticato alcuna "r", semmai qualcuno ripetesse a memoria l'illustre frase da cui ho attinto). Cogito, dicevo... E questo mi da il diritto di DIRE la mia.

Io dico, tu che ti culli sul tuo bel contratto a te
mpo indeterminato (che ti sei meritato - perché il nostro è uno stato meritocratico - poiché hai avuto la fortuna di "essere giovane" in anni in cui tutto era regalato) e per questo ti assenti per malattia da lavoro, ma ti informi sugli orari delle visite fiscali; timbri al mattino, ma poi vai a sbrigarti le faccenduole tue; godi di parecchi "privilegi" (buoni pasto, ferie pagate, rimborsi spese e quelli per le visite mediche...), ma nel frattempo hai uno stipendio niente male e, il più delle volte, pi fissiaritilla tuttu u iorno... Beh IO TI DICO, ma va scass**********.
Me lo dici qual è la differenza tra te e il tanto famigerato esponente della casta. Parassita è lui e parassita sei tu.
Ripuliamo gli uffici pubblici (burocrazia, sanità, beni culturali...).
I giusti numeri, le giuste mansioni. Nessun suddetto privilegio, straordinari pagati e premi per i dipendenti più efficienti. Qualità e competenza, dalla donna/uomo delle pulizie al responsabile di quell'ente/ufficio. Basta con i mestieri che si tramandano di padre in figlio (vedi le poste e le ferrovie: anacronismo).
E, soprattutto, IO DICO, u viri tu, suddetto lavoratore a tempo indeterminato, chi ti permetti di giudicare i giovani di oggi (esordendo con la frase "... e me tempi"), ricordati quando ho detto prima, ma va scass*********.

Ah eee no, un m'ha laureato ancora e un m'ha maritato... (Risposta alle domande che generalmente seguono o precedono quel "...e me tempi").

mercoledì 31 ottobre 2012

Profilo di una "choosy".


Cara la mia Elsa, ho 25 anni e da 7 (ripeto, 7) frequento il cdl triennale in scienze biologiche. Voi (parlamentari/ministri/tecnici) mi definireste "fannullona", io "cavia". Già, cavia di un governo ch volle "sperimentare", cavia di quel ministero Moratti che diede il colpo di grazia ad un sistema scolastico/accademico già al collasso. La mia unica colpa? Essere nata nel 1986, essere figlia degli anni '80. Lo stesso cdl adesso prevede, da piano di studi, 17 materie (sempre in 3 anni). Un po' di matematica: 20 materie meno. Titoli di studio equivalenti.
Devo essere più "choosy"? Lavoro da quando avevo 19 anni. Lavori non "curriculabili" (la prego di concedermi il termine, tanto lei parla in inglese, sicché): cameriera, "insegnante" di doposcuola. Non posso nemmeno fare la commessa: a 19 anni (appena diplomata) ero senza esperienza, a 25 sono (quasi) fuori tempo massimo. Classico annuncio: "Cercasi commessa 18-25 anni con esperienza". Muah!!!! Forse ho problemi nella comprensione dell'italiano (visto che lei è un tecnico, potrebbe dimostrarmi che annunci di quel genere non sono contraddittori?).
Tra poco più di due anni sarò anche bambocciona, mi chiedo: ma come posso andar via di casa? Mistero della fede!!! (Ma questa è un'altra storia).
Ho 25 anni le dicevo, faccio volontariato da quando ne avevo 14: yes, i'm choosy.
Ah, dimenticavo, sono malata. Soffrò di una grave patologia, la fuoricorsite. A quanto pare è paragonabile alla lebbra o alla peste. Se Manzoni fosse vissuto ai nostri giorni, non avrebbe scritto di una Milano piegata dalla peste, ma dalla fuoricorsite. Tutti i mali del nostro paese sembrano essere causati da noi povere vittime di questo male. La cura c'è però, beh più che una cura sembra una punizione inflitta... Ma vabbè, come le dicevo ho problemi con l'italiano, quindi magari sono io a sbagliarmi. Comunque, la soluzione c'è a quanto pare: aumentare le tasse universitarie. Aumentando queste benedette tasse, il numero dei malati di fuoricorsite diminuirà: e certo, se guadagno (mio padre) 900 euro al mese o poso più e le tasse che devo pagare ammontano a quadi 600, possibilmente rinuncio (leggasi, sono (non tanto) indirettamente costretta a non iscrivermi al nuovo A.A.).
Leggo ministro, leggo tanto. Il mio scrittore preferito è un'eccellenza italiana: Oriana Fallaci. Leggendo le sue interviste, ho avuto modo di conoscere e, talvolta apprezzare, molte altre eccellenze, italiane e non... Tra questi, Sandro Pertini. Le consiglio la lettura di quella bellissima intervista, è lungimirante.
Ministro Fornero abbia(te) l'accortezza di pensare prima di parlare, scenda(-ete) da quel piedistallo che vi siete costruiti a misura. La rivoluzione francese c'è stata da mò, "I miserabili" Victor Hugo lo scrisse nel XIX secolo, oggi siamo nel XXI. Ministro Fornero, mi auguro le cose possano cambiare rotta, intanto però il mio futuro è bruciato. Io non sono choosy, io sono avvilita. 
PS: Elsa, se mai dovessi aver bisogno di una donna delle pulizie, posso darti il mio numero (scusa l'alternanza dei toni  colloquiale/formale, ma mi è stata diagnosticata una sindrome polipolare... Sai, sono (contemporaneamente) choosy, sfigata e (quasi) bambocciona: non è facile convivere con tutte queste personalità).
Valentina Martorana Sebastiana

mercoledì 18 aprile 2012

Decadenza dello status dello studente: oltre al danno, la beffa.



Spero l'esistenza di questo gruppo sia cosa nota in rettorato, di conseguenza spero una sbirciatina  in questi mesi l'abbiano data. Me lo auguro se non altro perché si rendano conto del clima che si è instillato nelle nostre vite. Mi auguro il Rettore, o chi per lui, abbia modo di leggere questo post.



Non voglio fare di tutta l'erba un fascio, non dico che tra i fuori corso non ci sia chi si è adagiato sugli allori... Allo stesso modo però, non possono farlo loro. Abbiamo detto e ribadito che ognuno di noi ha delle motivazioni, più o meno valide, per cui non ha ancora concluso il proprio percorso di studi (credo che nessuno di noi si entusiasmi nel versare annualmente la metà, o anche più, dello stipendio del proprio padre nelle casse dell'ateneo), ma fino a che punto le cause di questa "fuoricorsite cronica" sono da attribuire solo a noi studenti? 
Non voglio tirare in ballo sempre gli stessi discorsi, li conosciamo già (tanto noi studenti quanto professori, rettore...), né voglio in qualche modo cercare delle attenuanti.
Mi spiego meglio portando una mia esperienza personale come esempio. 


Dicembre 2008, sostengo un esame del III anno (ero in corso); giugno 2010, sostengo un altro esame del III anno (ovviamente ero I anno f.c.). Luglio 2011, non c'è traccia di questi due esami (oltre che di altri) nel mio piano di studi, mando quindi una mail all'indirizzo che tutti conosciamo (dopo continui solleciti in segreteria amministrativa). Un mese dopo la risposta: l'esame del 2008 è in fase di annullamento, quello del 2010 nemmeno menzionato...
Esame in fase di annullamento? Motivo: all'epoca pagai le tasse 10 giorni dopo aver sostenuto l'esame. Mia obiezione: ma se ho la possibilità di pagare le tasse fino al 31 dicembre, com'è che non posso fare esami prima di quella data? Risposta: non ero ancora ufficialmente uno studente del III anno. Sorvoliamo sul fatto che il dubbio mi era sorto e che mi informai, tanto con la docente del corso che con le segreterie,prima di sostenere l'esame, ma ci sono voluti due anni e mezzo perché mi informassero ? 
Ve la faccio breve, riguardo all'annullamento mi dissero di non preoccuparmi perché i prof in genere ri-verbalizzano la materia senza problemi... E difatti la professoressa Puglia (ce ne fossero come lei!!!!!!!!) si è subito messa a disposizione. Tutto bene quel che finisce bene penserete... "Annaccaro", risponderebbe mia nonna: prima di procedere dovevo aspettare 1) notifica di procedimento di annullamento, 2) notifica di annullamento. Luglio... Agosto... Settembre... Ottobre... Novembre... Dicembre...
I mesi passavano, ma il postino Partinico non l'aveva ancora trovata (eppure dista solo a 30 Km da Palermo). Solleciti via mail, solleciti personalmente... segreteria didattica, segreteria amministrativa... La patata bollente se la passavano da una mano all'altra, fino a quando non decido di andare a parlare con il preside di facoltà. Disponibilissimo, si è premurato lui stesso (due volte nella stessa mattinata!!!!!!!! - sempre più efficienti le nostre segreterie -) di farmi avere questa benedettissima notifica di annullamento. Problema n'1 "risolto" (non lo riterrò ralmente tale fino a quando non vedrò la materia caricata nel piano di studi, cosa che ad oggi - 3 mesi dopo la ri-verbalizzazione - non è ancora avvenuta ). Problema n'2: che fine ha fatto l'altra materia (quella del giugno 2010)? Il preside era piuttosto stranito, tanto da consigliarmi di inviare una lettera al delegato del Rettore per la didattica e la stessa, per presa visione, al Rettore. Questo accadeva a dicembre, le lettere le inviai a metà gennaio: non ho ancora ricevuto alcuna risposta. Lettere smarrite? Al Rettore è sicuramente arrivata (il preside mi consigliò di fare una raccomandata, scema io a non farla anche al suo delegato per la didattica), Si sarà mica smarrita giusto quella del delegato? Boh, possibile!
Tutto questo lo sto scrivendo non per fare polemica, ma per ribadire un concetto: prima di additare gli studenti come dei fannulloni (o bamboccioni e/o sfigati che dir si voglia) si cerchi di essere onesti... Dovermi preoccupare di materie già sostenute può essere ritenuta una perdita di tempo? Io credo proprio di si. Dovermi preoccupare di materie già sostenute, può togliere tempo a quelle che devo ancora sostenere? Si, direi che è probabile. Come vedete, non sto facendo i soliti riferimenti ai professori o all'ordinamento (seppur ne avrei di esempi da fare), sto sostenendo la mia (la nostra) tesi con altre argomentazioni (inconfutabili). 
Detto questo, mi rivolgo non al Rettore, ma al padre che egli stesso è. 


Professore, io potrei benissimo essere sua figlia, legga le mie parole come se io fossi tale: la mia generazione ha funto da cavia per una riforma che è stata un totale flop (se anche voi accademici non la riteneste tale, adesso non stareste tornando sui quei passi). A causa di un esperimento di governo, siamo qui oggi a lottare per la conquista di un titolo di studi per il quale basterebbe solo impegno e dedizione. Siamo vittime di una sperimentazione, chi ci ripagherà per questo? La prego di non aggiungere la beffa al danno, ci dia la possibilità di raggiungere questo traguardo. Non mi dica che "ci state accompagnando verso la laurea", con il magone in gola le chiedo di non farsi beffa delle nostre intelligenze: istituire 6 corsi di recupero non può essere la soluzione, perché resta il fatto che studiare nei ritagli di tempo tra un lavoretto e l'altro con il fantasma della decadenza che ti alita sul collo e con nessuna certezza garantita di superare comunque l'esame non ti permette di vivere (e quindi studiare) serenamente. La soluzione non è istituire dunque 37 corsi di recupero (tante sono le materie nel mio corso di laurea), ma più semplicemente non cambiare i termini di un contratto... Quel contratto che io personalmente stipulai nel 2005 con l'ateneo di Palermo, un contratto nel quale nessun punto parlava di decadenza.                                                                          Comunque sia, se anche i corsi di recupero fossero la soluzione, resta il fatto che nel mio corso di laurea due non sono partiti e mi sembra di capire che non partiranno (biologia molecolare e fisiologia generale: più che scogli, faraglioni): dove e come ci state accompagnando allora? Ribadisco che non voglio fare polemica, il mio è soltanto uno sfogo... Quello di una figlia ad un padre.


Valentina Martorana, studentessa decadente del CdL in Scienze Biologiche... Figlia del popolino, venuta al mondo con la "presunzione" di voler fare la biologa.


martedì 10 aprile 2012

Io mi vergogno di essere italiano, non vi vergogno dell'Italia.

Il bel paese "là dove 'l sì sona" non può che essere motivo di vanto per ognuno di noi e mai di vergogna. Il clima mite, i suoi paesaggi naturali (mai dimenticherò le vallate del Chianti, che spettacolo!) e della sua cultura (son siciliana... e ho detto tutto). No, non mi vergogno dell'Italia, mi vergogno degli italiani... mi vergogno di me. L'Italia fu patria di menti eccelse, adesso è depredata dai suoi stessi figli. Non tutti però, sia chiaro. No, no... ci sono i saccheggiatori e ci sono i pusillanimi, c'è chi saccheggia e chi invece resta a guardare. Un paese in cammino verso il tramonto, un paese sull'orlo del precipizio... e mentre gli sciacalli portano via quel che resta, gli ignavi rimangono (noi ignavi rimaniamo, chiedo venia) indifferenti davanti a cotanto orrore.

Valentina Martorana


venerdì 17 febbraio 2012

[.....

Stanca delle lamentele. Stanca dell'ansia che inspiro (ed espiro). Stanca di essere scambiata per un'allodola. Stanca di chi non agisce concretamente, ma subisce. Stanca dell'insonnia. Stanca di temere per il mio futuro. Stanca di non avere un futuro.


[Sebi Marto]

sabato 11 febbraio 2012

Ci stanno togliendo i sogni.


Non è la corruzione della politica, l'inasprimento delle tasse, il crollo della borsa o l'aumento dello spread che mi preoccupa: queste sono solo "cose", contingenze. 
L'inaridimento della mente, l'incapacità (e/o impossibilità) di sognare è il dramma.

sabato 7 gennaio 2012

Classe 1986: facente parte di una generazione di cavie.

Classe 1986, per soli 27 giorni non '87.


  1. § Esplode un reattore nucleare a Cernoby.
  2. § Cresce la tensione fra Libia e Stati Uniti; a marzo le forze aeree dei due paesi si scontrano nel Golfo della Sirte e ad aprile gli americani bombardano Tripoli per rappresaglia.
  3. § La Spagna e il Portogallo diventano stati membri della CEE (che passano da dieci a dodici).
  4. § Palermo: nell'aula bunker dell'Ucciardone si apre il maxi processo contro la mafia.
  5. § Esce negli Stati Uniti Top Gun, film di Tony Scott.
  6. § I Queen si esibiscono dal vivo insieme per l'ultima volta in assoluto al completo con Freddie Mercury.
  7. 1 dicembre – Parigi: inaugurazione del Musée d'Orsay. Nata alla fine degli anni '80. Gli anni base dei futuri decenni, grazie alle scoperte di quel tempo, alla musica di quel tempo, al nuovo modo di vestire, alle invenzioni tecnologiche per la grande massa. E’ stato un decennio pieno di stranezze mediatiche, musicali e moda.

Nata negli anni '80, appartenente ad una generazione di cavie! Scommetto che, quando sono nata, i miei genitori (i miei giovanissimi e pieni di speranze genitori) abbiano immaginato un roseo futuro per la loro primogenita. “La faremo studiare”, si saranno detti. “La manderemo all’ università, sarà la nostra piccola dottoressa”. Mio padre avrà pensato di lavorare il triplo solo per darmi il meglio, mia madre si sarebbe dedicata esclusivamente a me ed ai miei futuri, eventuali, fratelli. In effetti, così è stato. Mio padre è addirittura emigrato! Io, che intanto avevo avuto due sorelle, iniziai la scuola mostrando di essere particolarmente studiosa. Asilo, elementari, medie.. liceo. Sognavo di diventare archeologa. Passavo i sabati sera a guardare “Ulisse, il piacere della scoperta”, lo preferivo alle uscite. Durante l'estate leggevo e studiavo. Mi diplomo allo scientifico con il terzo voto più alto della mia classe. “Poco male”, mi sono detta, in una classe in cui i professori difficilmente davano realmente quello che gli alunni meritavano. Sono stata la figlia modello per dei genitori che avevano riposto grandi speranze in me.
Arriva il momento di iscriversi all' università. I miei piani intanto erano (forzatamente) cambiati: scienze biologiche è stato il cdl da me scelto. 3 anni e sarei stata un dottore in biologia: solo 3 anni! Piano di studi alla mano: 34 materie + 9 CFU opzionali.
34 materie? In tre anni?? 12 al primo, 12 al secondo 10 al terzo (16 se avessi scelto Biosanitario come curriculum, invece che Biologia molecolare applicata). Com’è temporalmente possibile fare 12 materie in un A.A.? In media 4 ogni 3 mesi. Ma poi, se alla triennale studio 34 “diverse” materie (+ 9 CFU opzionali) , alla specialistica girerò i pollici per due anni? “No, ripeterai di nuovo tutto” , mi sono sentita dire da una ragazza che si era immatricolata prima della riforma Moratti. Mmm RIFORMA MORATTI ne avevo già sentito parlare, ma quando? Ah già, al mio secondo anno di liceo, ecco allora perché fu fatta quell’occupazione.. ed io che pensavo fosse per anticipare le vacanze di natale. Sarà, ma questa riforma certo che è stata una genialata. Questa Moratti deve proprio peccare di intelligenza.

Cito da Wikipedia
“Nella scuola secondaria di secondo grado è previsto un primo biennio e un secondo biennio al quale si aggiunge un ulteriore anno. La maturità è necessaria per accedere all'Università degli studi. Nelle scuole professionali è prevista una durata graduata nel corso degli anni con periodi di alternanza fra scuola e lavoro. Al termine di tre anni viene consegnato un diploma di qualifica. Ha dato inizio inoltre all'adeguamento agli altri Stati Europei (con l'alternanza scuola-lavoro appunto e prevedendo la laurea, almeno in 'Scienze della Formazione Primaria',obbligatoria per i docenti di scuola primaria). È possibile cambiare indirizzo senza dover perdere gli anni già superati e facendo solo un piccolo esame integrativo delle materie differenti tra gli altri indirizzi (le materie base quali: matematica-storia etc. fanno le stesse tappe per tutti gli indirizzi)”

A parole, questa è la riforma in questione. Nei fatti ha significato lo smantellamento del sistema universitario. Il 3+2 che doveva servire ad inserire i giovani prima nel mercato del lavoro (“..adeguamento agli stati europei”) ha avuto invece l’effetto contrario, con dei ragazzi che non sono riusciti a tenere il passo con i ritmi frenetici di questo nuovo sistema. Non voglio mica trovare alcuna giustificazione io, fatto sta che
“La riforma è stata cancellata e poi sostituita dal Governo Prodi, dopo che negli anni precedenti era stata fortemente osteggiata da gran parte del mondo della scuola [...]"
E va bene, non sono (non siamo) ancora laureata. La colpa sarà certo anche un po’ mia (nostra). Rimbocchiamoci le maniche ragazzi, su su.. possiamo farcela.
“Facciamo un po’ di chiarezza sulla delibera che il Senato Accademico ha adottato circa la decadenza dallo status di studente. Prima di tutto è importante chiarire che la delibera trova la sua ragione nell’obiettivo specifico di ridurre gli studenti fuori-corso del nostro Ateneo. Infatti a causa degli studenti fuori-corso l’ateneo palermitano risulta essere fortemente penalizzato dato che nella distrubuzione dei fondi universitari nazionali il numero di studenti fuori-corso incide negativamente riducendo così sensibilmente il fondo che la nostra università riceve dalle casse dello Stato. Ovviamente l’università non si preoccupa soltanto di ridurre il numero degli studenti fuori-corso, ma anche di accompagnare lo studente alla conclusione del proprio percorso didattico.”
Ah, bella novità quest’altra! Dunque se non mi laureo entro questa data devo dire bye bye agli studi? Ok, ok.. mea culpa. Ci darò dentro con gli studi, l’importante è sbrigarsi e cominciare a lavorare. Insomma, prenderò una laurea in biologia molecolare applicata, qualcosa troverò di sicuro.
“..incidenza disoccupazione giovanile più alta d'Europa”
“... siamo alle prese con una disoccupazione giovanile altissima”
“I giovani senza lavoro rischiano l'"effetto cicatrice". Necessario investire su apprendistato e formazione”
"Se si sommano i giovani disoccupati e gli "scoraggiati", quelli che non cercano neppure più un lavoro perché hanno perso la speranza di trovarlo, in Italia si arriva al 18,5% dell'intera generazione tra i 15 e i 24 anni"
O caspita, questo che vuol dire? E la mia laurea? Il mio lavoro? Il mio futuro? E se volessi comprare una casa tutta mia, come farò? E una mia famiglia, come me la creo? E alla pensione, quando ci arrivo?
No, un attimo un attimo.. ma non ci criticavano chiamandoci “bamboccioni?”
Poveri mamma e papà, loro volevano una figlia dottoressa..

giovedì 5 gennaio 2012

E' Natale...

Sono una volontaria della Croce Rossa Italiana. Negli ultimi giorni il mio gruppo ha organizzato una raccolta viveri per le famiglie indigenti del nostro comune e questa sera li abbiamo distribuiti.
Se da un lato mi sono sentita appagata per il gesto (doveroso) compiuto, dall'altro ero profondamente angosciata. Angosciata perchè la gente che abbiamo aiutato era per lo più appartenente alla mia stessa classe sociale, mentre altri erano miei coetanei che hanno messo su famiglia (giusto perchè siamo tutti bamboccioni) e stentano ad arrivare a metà mese, figuriamoci alla fine. Nella migliore delle ipotesi, si trattava di gente che campa con 900 euro al mese e anche meno, gente che ringrazia Dio (tirando un sospiro di sollievo) ogni volta che viene accreditato lo stipendio, gente che si ritroverà ulteriori detrazioni in busta paga... e mentre il signor Monti e compagnia bella passeranno un Natale per come si deve, la povera gente (quella che manda avanti l'Italia e che permette a questi signorotti di fare la bella vita) "si licca a sarda", come si dice giù in Sicilia da noi... vale a dire, vive di stenti.
E' davvero questa l'Italia che vogliamo? A Gesù Bambino non ho chiesto mai tanto anzi... non ho proprio mai chiesto nulla se non un po' di serenità. Quest'anno però una preghiera voglio rivolgergliela. Ti prego Gesù Bambino, fa' che gli italiani si destino da questa sonno di inettitudine; fa' per favore che  la smettano di parlare, blaterare, lamentarsi e che passino ai fatti. Al signor Monti e ai signori ministri, parlamentari, senatori e a chiunque abbia le natiche comodamente poggiate su quelle rosse poltrone dico: e se foste voi a dover scegliere se mangiare pane e olio o mettere l'orgoglio da parte e accettare una busta della spesa dalla croce rossa? E ancora: e se ci rivoltassimo tutti e mettessimo il vostro di fututo a rischio? Concludo: e se vi mandassimo a fanculo?
Vergogna!!! E' questa la migliore Italia?
Signori miei, è una venticinquenne che parla... è il futuro che parla... 
Auguri miei compatrioti, che la nascita di nostro Signore posta essere la rinascita di questo popolo italiano, da troppo martoriato e da sempre sottomesso.

[Sebi Marto]

Mi chiedo, perché?


Perché devo piangere una crisi che non è mia? Perché devo piangere una crisi che non è dipesa da me? Perché devo pagare un debito pubblico causato dalla pazzia di un ominicchio morto e sepolto da 70 anni? Perché devo accettare mi vengano richiesti sacrifici per il bene del mio paese, quando chi mi chiede questi sacrifici questa parola non sa nemmeno cosa significhi? Perché devo accettare che in Parlamento ci siano 648 nullafacenti, mentre nelle scuola mancano professori, bidelli e tecnici qualificati perché non ci sono soldi per pagare gli stipendi (seppur ci sia bisogno di queste figure professionali. Pesano più i 1000/1500 euro di questi padri e madri di famiglia sulle casse dello stato o lo sperpero di denaro a cui ci hanno abituato questi signori in giacca, cravatta e i-pad?). Perché devo avere incertezze sul futuro, nonostante i miei studi e la mia preparazione, mentre uno che è stato bocciato 3 volte alla maturità prende 10 mila euro al mese solo perché si chiama Bossi? Perché mio padre a 50 anni deve ancora lavorare 20 anni se vuole un minimo di pensione (e ammesso che continui ad avere un lavoro!!!!), mentre c'è chi anche a 40 ci va solo perché ha dormicchiato per una legislatura (ma va bene anche meno) nelle rosse poltrone in quei di Montecitorio? Perché io devo piangere lacrime e sangue, mentre chi tutto questo l'ha causato pensa a passare un felice Natale?

Valentina Martorana

-.-'' Voglio fare lo stenografo!!!!!!!!!!!!!!

Uno stenografo del Senato guadagna come il re di Spagna: 290.000 EURO ALL'ANNO!