domenica 14 febbraio 2016

Oggettive verità.

Perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa. In questo senso, non c’è mai stata una “prima volta” in cui mi sono messo a scrivere. Scrivere è sempre stato cercare di cancellare qualcosa di già scritto e mettere al suo posto qualcosa che ancora non so se riuscirò a scrivere.

Italo Calvino

martedì 28 luglio 2015

Storia di una dipendenza

Intervista di TeleOccidente

Storia di una dipendenza

Quei "piuttosto che..." sono da ghigliottina con Dante come boia. Panico da "prima volta a Roma ed in televisione", ma non è un'attenuante, lo so.
Comunque, passaggio di una delle mie interviste romane. 

domenica 22 febbraio 2015

Il paese dei balocchi.

Ogni tanto, viene fuori quel gene che in me codifica per la banalità. Oggi, è uno di quei giorni; oggi, voglio essere banale. Stavo leggendo le mie dispense di biologia molecolare, con la tv accesa, messa a basso volume (forse, per compagnia). Tra la lettura di una pagina e l'altra, mi stupisco per il piacere che provo nel leggere quelle pagine, dispiacendomi per il tanto tempo perso. E' a questo punto che Giletti, pronunciando una parolina magica "Sicilia", mi distrae dallo studio e da quei pensieri. Smetto di dare le spalle alla tv, prendo il telecomando ed alzo il volume: scopro che in Sicilia il vitalizio è ereditabile. Non solo reversibile al coniuge, alla morte dell'onorevole che lo ha maturato, ma ereditabile, su richiesta, dai figli, purché ci siano delle condizioni X. Pazzesco. Ecco, dopo lo stupore, la consapevolezza: in Italia (e, forse, nel mondo intero) essere onesti è da stupidi è disonestà fa rima con furbizia. Già, perché il figlio X dell'onorevole Y che, per legge, può usufruire di un vitalizio che può essere anche di 3900 euro mensili (come per l'esempio riportato in trasmissione), passerebbe per uno stupido (e non per onesto!) se non usufruisse di quel privilegio. Mi chiedo, quindi, perché continuo a rimproverarmi per il tempo perso e, ancor di più, perché mi ostino a volere concludere i miei studi (anche se è ovvio che a poco mi servirebbero -viste le contingenze che adornerebbero questo traguardo- se non a soddisfare il mio ego), se, comunque, il mondo va a puttane e noi, gli onesti/locchi, continuiamo ad adeguarci e a chiudere gli occhi davanti queste ingiustizie? L'ho detto, lo ribadisco: quando lessi "I miserabili" ero poco più di una ragazzina e pensai: "ti immagini vivere a quei tempi. Fortuna che è come dice Darwin, fortuna che c'è l'evoluzione". Beh, ha sempre avuto ragione mio padre: io sono stata una ragazzina ingenua che aveva fin troppa fiducia in questa "evoluzione". Oggi, sono una donna disillusa e, a giorni imprecisati, anche banale... Come oggi.

venerdì 20 febbraio 2015

La mia rabbia, il mio orgoglio.

Non datemi dell'eretica per aver parafrasato Oriana Fallaci, ma non potrei usare parole diverse per riassumere il mio attuale stato d'animo. 
"Ieri, ho visto il film sulla Fallaci: ho capito perché tu sei così, ho capito perché tu sei tu!"
L'Oriana, si sa, la si ama o la si odia, non sono ammesse vie di mezzo, quindi, chi poteva dirmi se quelle parole fossero l'antifona di un complimento o meno?
Ad ogni modo, sono rimaste lì, aleggianti nell'aria... Fino a questa sera, quando si sono tramutate in offesa, la più grande che mi sia mai stata rivolta.
Pensare che una mia amica si era pronunciata dicendo: "Sarà un complimento in ogni caso, sia che chi ti ha rivolto quell'osservazione ami Oriana, sia che la odi".
Le ultime parole famose.
In questo momento sono seduta al tavolo di un caffè letterario, da sola.  Sorseggio una cioccolata calda, fondente all'arancia e cannella, mentre scrivo spasmodicamente sul mio quaderno a quadri di biologia molecolare, con una matita. Con le gambe accavallate l'una sull'altra, rivolgo le spalle al cameriere, mentre marco la matita sul foglio. Sono così arrabbiata!
"Te l'ho detto qualche giorno fa, sei identica... Parli come lei"
Queste parole risuonano nella mia mente e più lo fanno, meno pietà ho del mio povero labbro.
"Io sono una persona che si ritiene libera da vincoli di ogni sorta, mi piace immaginarmi tale... Ad oggi, è chiaro. In generale, voglio pensare a me come artefice del mio futuro: voglio che i miei traguardi, le mie conquiste, possano essere frutto dei miei soli sforzi, sacrifici, qualità, competenze e non di terzi, genitore, marito o amicizia che dir si voglia."
 "Te l'ho detto qualche giorno fa, sei identica... Parli come lei: l'Oriana" - sorriso - "Ti sei fatta plasmare".
Mi sono cosa...? Plasmare?
No, non c'è offesa più grande, per me. 
L'idea che la mia radicata fedeltà alla libertà della mia persona, unica ferma certezza di questi miei primi 28 anni di vita, possa essere sminuita in tal modo, come fosse frutto di una persuasione indiretta, mi offende.

Oriana, le somigliassi in quanto a coerenza, consapevolezza di sé , senso del dovere, dedizione a se stessi e agli altri, ne sarei più che fiera. Si potesse paragonare il mio bisogno di libertà al suo senso di libertà, mi sentirei onorata... Ma che io mi sia lasciata plasmare.
Ho un profondo rispetto di lei, come Donna e Professionista, ma io non sono più una adolescente la cui personalità è in divenire per cui "modellabile", sono una donna adulta la cui personalità è già bella che formata, con le sue idee che, al più, possono rispecchiarsi in quelle altrui, possono confrontarsi con le idee altrui.
Mi rendo conto che, decontestualizzata, questa mia invettiva possa risultare poco comprensibile... Non potrei biasimare alcun lettore che avanzasse una critica simile.
Questo mio sfogo, però, un senso ce l'ha e un messaggio lo vuole inviare: amore per amore, passione per passione, stima per stima, riconoscenza per riconoscenza, ciò che è frutto di proprie consapevolezze, volontà, difendetelo, sempre! 
Mio padre mi ha sempre detto, "Tutti i consigli pigghiali e u too tenitillo". E' siciliano, letteralmente vuol dire, "Accetta tutti i consigli, ma tieniti il tuo". Il senso è piuttosto chiaro, raccogli tutti i consigli e le informazioni possibili, ma alla fine segui solo il tuo cuore e la tua ragione. Diamine, in me, cuore e ragione non si sono mai scontrati. Però, come ho anche scritto nel mio libro, lo scontro, si sa, è anche incontro. Cuore e ragione, in me, sono sempre state due rette parallele: hanno sempre camminato di pari passo, ma si incontreranno soltanto all'infinito. Ho sbagliato, in passato. Se l'ho fatto, è perché non ho mai ascoltato veramente il consiglio di mio padre e, dunque, non ho sfruttato il grande vantaggio di cui madre natura mi aveva fatto dono. 
Perciò, nel bene e nel male, chi sono lo devo a me e alle mie scelte/non scelte. Credo, infatti, che "la mia Oriana", la lettura dei suoi libri, il confronto con le sue idee, la mia curiosità per ogni aspetto di lei, siano la conseguenza di questo mio senso di libertà, conquistato con le unghie e con i denti, e non viceversa. Ergo, sono offesa... Perché, da una persona che millanta di conoscermi, una considerazione del genere non me l'aspetto e mi fa rabbia.