domenica 22 febbraio 2015

Il paese dei balocchi.

Ogni tanto, viene fuori quel gene che in me codifica per la banalità. Oggi, è uno di quei giorni; oggi, voglio essere banale. Stavo leggendo le mie dispense di biologia molecolare, con la tv accesa, messa a basso volume (forse, per compagnia). Tra la lettura di una pagina e l'altra, mi stupisco per il piacere che provo nel leggere quelle pagine, dispiacendomi per il tanto tempo perso. E' a questo punto che Giletti, pronunciando una parolina magica "Sicilia", mi distrae dallo studio e da quei pensieri. Smetto di dare le spalle alla tv, prendo il telecomando ed alzo il volume: scopro che in Sicilia il vitalizio è ereditabile. Non solo reversibile al coniuge, alla morte dell'onorevole che lo ha maturato, ma ereditabile, su richiesta, dai figli, purché ci siano delle condizioni X. Pazzesco. Ecco, dopo lo stupore, la consapevolezza: in Italia (e, forse, nel mondo intero) essere onesti è da stupidi è disonestà fa rima con furbizia. Già, perché il figlio X dell'onorevole Y che, per legge, può usufruire di un vitalizio che può essere anche di 3900 euro mensili (come per l'esempio riportato in trasmissione), passerebbe per uno stupido (e non per onesto!) se non usufruisse di quel privilegio. Mi chiedo, quindi, perché continuo a rimproverarmi per il tempo perso e, ancor di più, perché mi ostino a volere concludere i miei studi (anche se è ovvio che a poco mi servirebbero -viste le contingenze che adornerebbero questo traguardo- se non a soddisfare il mio ego), se, comunque, il mondo va a puttane e noi, gli onesti/locchi, continuiamo ad adeguarci e a chiudere gli occhi davanti queste ingiustizie? L'ho detto, lo ribadisco: quando lessi "I miserabili" ero poco più di una ragazzina e pensai: "ti immagini vivere a quei tempi. Fortuna che è come dice Darwin, fortuna che c'è l'evoluzione". Beh, ha sempre avuto ragione mio padre: io sono stata una ragazzina ingenua che aveva fin troppa fiducia in questa "evoluzione". Oggi, sono una donna disillusa e, a giorni imprecisati, anche banale... Come oggi.

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