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martedì 28 luglio 2015
Storia di una dipendenza
Quei "piuttosto che..." sono da ghigliottina con Dante come boia. Panico da "prima volta a Roma ed in televisione", ma non è un'attenuante, lo so.
Comunque, passaggio di una delle mie interviste romane.
venerdì 31 ottobre 2014
domenica 2 febbraio 2014
30 gennaio 2013 - 02 febbraio 2014
Il 30 gennaio 2013 usciva nelle librerie "Storia di una dipendenza". Un anno e tre giorni dopo non riesco ancora a capacitarmi di questo obiettivo raggiunto. Un anno e tre giorni da uno dei giorni che resterà vivido nella mia mente per sempre. Grazie a tutti coloro hanno creduto in questa mia operetta e le hanno dedicato un po' del loro tempo; grazie a chi lo ha acquistato, grazie a chi lo farà. Grazie per i complimenti ricevuti e per l'affetto dimostratomi.
Ripercorrendo questo primo anno di #storiadiunadipendenza: dall'arrivo delle copie, alle foto dei primi due libri acquistati. Dalle interviste in radio e tv locali, alle mie interviste romane, passando per l'articolo sul gds. Dalla pubblicità su youtube, alla presenza del libro negli store LaFeltrinelli e Amazon. Dalla partecipazione ai concorsi, al plico inviato negli States.
Speriamo questo 2014 ci riservi tante altre sorprese.
Ripercorrendo questo primo anno di #storiadiunadipendenza: dall'arrivo delle copie, alle foto dei primi due libri acquistati. Dalle interviste in radio e tv locali, alle mie interviste romane, passando per l'articolo sul gds. Dalla pubblicità su youtube, alla presenza del libro negli store LaFeltrinelli e Amazon. Dalla partecipazione ai concorsi, al plico inviato negli States.
Speriamo questo 2014 ci riservi tante altre sorprese.
sabato 18 gennaio 2014
domenica 15 dicembre 2013
#storiadiunadipendenza
Una domanda che mi viene posta frequentemente è: "com'è che si scrive un libro? Com'è che tu hai pensato di scriverne uno, da dove hai iniziato?". Trovo sempre difficile dare una risposta, perché in realtà io non avevo alcuna intenzione di farlo. Non l'ho mai nemmeno ritenuto alla portata delle mie capacità.
Io scrivo. Semplicemente.
Potrò farlo bene o male, potrò scrivere cose interessanti o meno, ma io scrivo. Scrivere è una medicina. Cura i miei rimpianti e, soprattutto, allevia i miei rimorsi. In che modo cura, in quale altro allevia? Permettendomi di immaginare come sarebbe stato meglio che andasse e cosa sarei stata in grado di fare.
E' un po' come una macchina del tempo. E' un po' come tornare indietro e mettere i puntini sulle "i".
Intorno ai miei 20 anni, una persona a me molto cara ha attraversato un periodaccio (termine che sembra essere quasi un eufemismo, se contestualizzato in quella che era quella realtà lì). Le sue paure, le mie paure, le sue cadute, le sue piccole vittorie, i suoi tentativi di ricominciare sono stati completamente riversati su un foglio bianco. Quasi giornalmente, anche più volte al giorno. Ne è venuto fuori un piccolo diario che è riuscito a commuovere quei pochi amici che lo hanno letto (quasi a tradimento). Non c'erano nomi, non c'era alcun riferimento al problema in questione: i furtivi lettori si sono ritrovati al punto da chiedermi se quelle pagine parlassero di loro.
E' stato in quel momento che ho capito di avere tra le mani non certo un best seller, ma sicuramente una piccola medicina.
Sono passati 4 anni dal giorno in cui mandai quelle poche decine di pagine alla casa editrice, ne sono passati almeno 7 (se non di più) da quando quelle pagine sono state scritte. Ero poco più che un'adolescente all'epoca. Lo si può anche evincere dalla scrittura acerba. Dovessi riscriverlo adesso, lo farei con una maturità diversa, con una consapevolezza diversa, magari sarebbe anche migliore... Non sarebbe però la stessa cosa, non puoi trasmettere un'emozione (positiva o no che sia) meglio di quando la stai vivendo.
Non pochi hanno snobbato il mio libro perché è stato pubblicato "a pagamento". Gli scrittori, quelli veri, diffidano dall'editoria a pagamento ed è giusto. Chi della scrittura vuole farne una professione non può certo pagare per vedere pubblicati i suoi lavori, sarebbe un po' un controsenso. Io, però, non avevo certo l'intenzione di voler fare i soldi con questo mio libricino, bensì trasmettere un messaggio che, con mia molta fierezza, è stato ben compreso. Quando a lavoro una signora si complimenta con me per il libro e, d'un tratto, con un filo di voce e gli occhi un tantino lucidi, mi dice che lo aveva passato a suo nipote, nella speranza (non tanto inconscia) potesse essergli d'aiuto in questo periodo difficile per lui, non posso non essere orgogliosa di come sia stato ben interpretato questo libricino. Piccolo, semplice, ma con un messaggio, evidentemente, chiaro.
Questo è #storiadiunadipendenza
sabato 21 settembre 2013
mercoledì 18 settembre 2013
martedì 17 settembre 2013
mercoledì 22 maggio 2013
Intervista per seScrivendo, canale 879 di Sky
La qualità video è pessima, accontentiamoci... In attesa di avere un link migliore.
"Valentina la tutto fare"
Quando seppi che avrebbero pubblicato il mio libro, i più mi dissero "Valentina la tutto fare", riferendosi alla molteplicità di cose che faccio: studentessa di biologia, assistente di un medico, volontaria croce rossa... E """"scrittrice"""".
Me la presi. Non lo diedi a vedere, ma me la presi. Quel "Valentina tutto fare" lo presi come una critica. Adesso, 3anni dopo, sono ancora una studentessa, un'assistente e una volontaria. Il mio lavoro, la mia attività sociale sono ben altra cosa rispetto al cibo che la scrittura rappresenta per la mia anima. Nessuna di queste cose esclude l altra, proprio perché sono modi complementari per soddisfare il mio essere.
Felice per questa pubblicazione, Valentina la tutto fare.
PROGRAMMAZIONE DELLE INTERVISTE
VIVA L'ITALIA CHANNEL - 879 SKY - ww.vivalitaliachannel.it
10Libri p.420 lunedì 13 maggio ore 19.30
seScrivendo p.838 venerdì 17 maggio ore 18.00. Bookshelf mercoledì 22 maggio ore 19.00
RADIO GALILEO - www.radiogalileo.it
Riprendo in mano questo blog, dopo mesi.
Novità.
Avrete dedotto che la pubblicazione del mio libro c'è stata: a febbraio è in tutte le librerie italiane STORIA DI UNA DIPENDENZA, edito da Albatros.
Riassunto delle settimane precedenti.
Tra il lavoro e gli impegni vari, ho dovuto trovare il tempo per la sponsorizzazione del libro. Dopo diverse interviste per le tv e le radio locali, è uscito un bell'articolo sul Giornale di Sicilia. Niente di cercato, ma qualcosa di trovato: segno che, se ben si semina, i frutti si raccolgono.
Aprile 2013: ROma.
Serie di interviste televisive e radiofoniche: si approda alle tv nazionali.
Lunedì 13 maggio c'è stato il primo passaggio televisivo delle mie "interviste romane". Questa sera, alle 19.00, ci sarà il terzo: se avete qualche minuto libero, sintonizzatevi sul canale 879 di Sky, ma... siate clementi e fate finta di non notare il mio palese imbarazzo, concentratevi sul libro.
Ma di cosa parla 'sto benedetto libro?
I fast-food, croce e delizia della società moderna: ci piacciono tanto, anche se sappiamo bene quanto siano dannosi? Gli smartphone, i tablet... Sempre lì a smanettare: gli app-store (o i play-store che dir si voglia) ci hanno completamente soggiogato. Internet, riuscite ad immaginare le nostre vite senza?
Ruzzle, un gioco tanto semplice e ripetitivo che però divora ore e ore delle nostre giornate?
Siam tutti dipendenti, da piccole cose. Non necessariamente gravi, non necessariamente rilevanti... Ma siam tutti dipendenti.
Poi c’è gente che per il piacere fa molto di peggio: finire in bancarotta per il gioco d’azzardo o, peggio, in ospedale per colpa dell’alcool o del fumo.
Ma cosa rende così irresistibile queste "tentazioni"? E’ un piacere fisico/mentale o c’è qualcosa di molto più profondo dietro?
Questo è quello che ha cercato di capire Asia, perché è dipendente?
Ognuno di noi è schiavo di qualcosa, un vizio, una debolezza, un ricordo. In questo "diario" scritto con grande sincerità, dove le emozioni trapelano senza filtro alcuno, ciascun lettore potrà trovare se stesso, i tanti suoi tentativi di libertà frustrati, le sconfitte, le piccole vittorie e le ricadute, i rimproveri e gli incoraggiamenti di ogni giorno, le lacrime di gioia e di dolore, in quell'altalena di sentimenti che è la storia di (ogni) dipendenza.
lunedì 11 marzo 2013
giovedì 14 febbraio 2013
mercoledì 6 febbraio 2013
Storia di una dipendenza di Valentina Martorana
"Voglio tornare quella che ero, anzi voglio essere migliore di quella che ero.
Non è stato scelto a caso il mio nick, asiawantsback, e chi dice che non potrò tornare ad esserlo? Devo farmi forte della mia giovane età, devo pensare che sono troppo giovane per buttare via la mia vita dietro qualcosa di futile e denigrante. Sono una ragazza solare e poliedrica, una ragazza che vuole imparare e sapere quante più cose possibili e allora perché non posso esserlo senza altri pensieri? Io posso, noi possiamo."
Non è importante conoscere quale sia la dipendenza di Asia: ognuno di noi è schiavo di qualcosa, un vizio, una debolezza, un ricordo. In questo "diario" scritto con grande sincerità, dove le emozioni trapelano senza filtro alcuno, ciascun lettore potrà trovare se stesso, i tanti suoi tentativi di libertà frustrati, le sconfitte, le piccole vittorie e le ricadute, i rimproveri e gli incoraggiamenti di ogni giorno, le lacrime di gioia e di dolore, in quell'altalena di sentimenti che è la storia di (ogni) dipendenza.
venerdì 6 gennaio 2012
E mi affascina ciò che avrei voluto essere..
Guardo a quello che è stato e che non è più. Guardo a quello che è e che avrebbe potuto essere. Mi fisso a guardare le foto di giovani ragazze, adolescenti, che hanno quello che io avrei voluto avere alla loro età: ragazze che sono quello che io avrei voluto essere alla loro età. Quando non ti godi ogni singolo attimo della tua vita, quando non apprezzi ogni singolo istante, avrai mille rimpianti. E ne accumuli, rimpianti su rimpianti, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Ci provi a ricominciare, lo vuoi fortemente.. ma quel che è stato è stato e te lo porterai dentro per sempre. Se non sei abbastanza forte, non riesci a lasciartelo alle spalle, non riesci a considerare quel "quel che è stato è stato" da un altro punto di vista.
[...]
L’insicurezza però, senza essere mai stata invitata, si fa avanti e bussa alla porta. Bussa con forza. E’ insistente. Inutile fare finta di non sentire, inutile non aprire quella dannata porta, lei trova comunque il modo di entrare.
This is it continuo a dirlo, è il momento! E lo è davvero, lo è perché ci credo.
[...]
Che le cose non si fanno a comando, l’ho imparato. La mia vita è stata maestra insostituibile per la mia crescita. Mi ha fatto conoscere la felicità più pura, ma mi ha dato anche tante batoste. Quindi si, che ai fatti devono seguire le parole l’ho imparato.
[...]
Ho sempre saputo cosa avrei voluto essere da grande, chi sarei voluta diventare. L’ho sempre saputo perché in me cuore e ragione sono sempre andati d’accordo, hanno sempre camminato di pari passo… Non si sono mai scontrati!
Lo scontro però si sa, è pur sempre un incontro.
Cuore e ragione, in me, non hanno mai litigato, ma non si sono nemmeno mai incontrati: hanno percorso binari paralleli. Anime gemelle insomma, che non si sono mai trovate… Anime gemelle che non si sono mai dichiarate: anime gemelle che non sono mai diventate AMANTI.
Valentina Martorana, Storia di una dipendenza
Valentina Martorana, Storia di una dipendenza
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