mercoledì 28 novembre 2012

Per la serie "e chi camurria! Mi siddiò"

Non sono una "tecnica", non sono nemmeno laureata. C'è chi, per questo, mi affibbierebbe innumerevoli aggettivi (o forse ne basterebbero 3 o 4). Tuttavia, siccome "cogito", "ego sum" (non ho dimenticato alcuna "r", semmai qualcuno ripetesse a memoria l'illustre frase da cui ho attinto). Cogito, dicevo... E questo mi da il diritto di DIRE la mia.

Io dico, tu che ti culli sul tuo bel contratto a te
mpo indeterminato (che ti sei meritato - perché il nostro è uno stato meritocratico - poiché hai avuto la fortuna di "essere giovane" in anni in cui tutto era regalato) e per questo ti assenti per malattia da lavoro, ma ti informi sugli orari delle visite fiscali; timbri al mattino, ma poi vai a sbrigarti le faccenduole tue; godi di parecchi "privilegi" (buoni pasto, ferie pagate, rimborsi spese e quelli per le visite mediche...), ma nel frattempo hai uno stipendio niente male e, il più delle volte, pi fissiaritilla tuttu u iorno... Beh IO TI DICO, ma va scass**********.
Me lo dici qual è la differenza tra te e il tanto famigerato esponente della casta. Parassita è lui e parassita sei tu.
Ripuliamo gli uffici pubblici (burocrazia, sanità, beni culturali...).
I giusti numeri, le giuste mansioni. Nessun suddetto privilegio, straordinari pagati e premi per i dipendenti più efficienti. Qualità e competenza, dalla donna/uomo delle pulizie al responsabile di quell'ente/ufficio. Basta con i mestieri che si tramandano di padre in figlio (vedi le poste e le ferrovie: anacronismo).
E, soprattutto, IO DICO, u viri tu, suddetto lavoratore a tempo indeterminato, chi ti permetti di giudicare i giovani di oggi (esordendo con la frase "... e me tempi"), ricordati quando ho detto prima, ma va scass*********.

Ah eee no, un m'ha laureato ancora e un m'ha maritato... (Risposta alle domande che generalmente seguono o precedono quel "...e me tempi").

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