Non sono una "tecnica", non sono nemmeno laureata. C'è chi, per questo, mi affibbierebbe innumerevoli aggettivi (o forse ne basterebbero 3 o 4). Tuttavia, siccome "cogito", "ego sum" (non ho dimenticato alcuna "r", semmai qualcuno ripetesse a memoria l'illustre frase da cui ho attinto). Cogito, dicevo... E questo mi da il diritto di DIRE la mia.
Io dico, tu che ti culli sul tuo bel contratto a te
mpo indeterminato (che ti sei meritato - perché il nostro è uno stato meritocratico - poiché hai avuto la fortuna di "essere giovane" in anni in cui tutto era regalato) e per questo ti assenti per malattia da lavoro, ma ti informi sugli orari delle visite fiscali; timbri al mattino, ma poi vai a sbrigarti le faccenduole tue; godi di parecchi "privilegi" (buoni pasto, ferie pagate, rimborsi spese e quelli per le visite mediche...), ma nel frattempo hai uno stipendio niente male e, il più delle volte, pi fissiaritilla tuttu u iorno... Beh IO TI DICO, ma va scass**********.
Me lo dici qual è la differenza tra te e il tanto famigerato esponente della casta. Parassita è lui e parassita sei tu.
Ripuliamo gli uffici pubblici (burocrazia, sanità, beni culturali...).
I giusti numeri, le giuste mansioni. Nessun suddetto privilegio, straordinari pagati e premi per i dipendenti più efficienti. Qualità e competenza, dalla donna/uomo delle pulizie al responsabile di quell'ente/ufficio. Basta con i mestieri che si tramandano di padre in figlio (vedi le poste e le ferrovie: anacronismo).
E, soprattutto, IO DICO, u viri tu, suddetto lavoratore a tempo indeterminato, chi ti permetti di giudicare i giovani di oggi (esordendo con la frase "... e me tempi"), ricordati quando ho detto prima, ma va scass*********.
Ah eee no, un m'ha laureato ancora e un m'ha maritato... (Risposta alle domande che generalmente seguono o precedono quel "...e me tempi").

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