Quando vivere diventa sopravvivere, quando vivere diventa quasi una gentile concessione. Quando il lavoro si trasforma in forme di schiavitù alternative. Quando questa stessa schiavitù e' un miraggio e, per tanto, bramata. Quando la normalità diventa fantascienza e l'agiatezza mera utopia. Quando lo studio e i sacrifici non si tramutano in "soddisfacenza", che non e' sinonimo di soddisfazione. Quando tutto muta, tutto resta comunque uguale. Non sono un professore plurilaureato, ma una cosa l ho capita: la felicita' e' economicamente valida. Riflettete su questo.
Valentina Martorana.
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