E' suggestivo come una spiaggia deserta e la melodia dei delicati movimenti di un mare calmo, possano regalarti una diversa percezione di ciò che comunemente sei abituata a chiamare realtà. Quello che sei, che sei stata; quello che pensavi saresti diventata e quello che, invece, più probabilmente sarai.
Non ho vissuto(!).
Che vuol dire? Cosa mi manca veramente, quali sono le cose che non ho fatto e che avrei voluto (dovuto) fare?
Mi manca una professione, mi manca la tranquillità interiore. Mi mancano le più basilari esperienze di vita, vita sentimentale. Penso alla mia mancata adolescenza, mai iniziata, mai conclusa. Penso alla mia post adolescenza da finta ragazza adulta che non ha mai combinato danni.
Cosa mi manca, dunque? Tutto. Tutto quello che fa una donna, tutto quello che costruisce il background di un essere umano. Ho messo la mia vita in stand-by nell'attesa di qualcosa... Ma di che cosa? Dell'indipendenza, di una vita che prescindesse dalla mia famiglia. Cose che dovrei cominciare ad avere a quest'età, ma che non ho raggiunto, pur essendomi privata di tutto in funzione dell'obiettivo. Inconcludenza.
Le cose che non ho mai fatto. Non sono diventata donna gradualmente. Mentalmente. Non sono stata spensierata. Non ho approfondito le mie passioni. Non ho nemmeno mai goduto di un pomeriggio come quello di oggi: non mi è mai saltato in testa di prendere la macchina e andare in spiaggia a prescindere dall'ombrellone. Perché? Perché ho sempre avuto qualcos'altro da fare, qualcosa che ho sempre ritenuto più importante di qualsiasi stupida (ma necessaria, dico col senno di poi) velleità.
Non mi sono nemmeno mai ubriacata. Non che sia un da mettere in curriculum, ma non l'ho mai fatto. Non ho mai fumato una sigaretta; non ho mai fatto un tiro d'erba. Impeccabile. Inconcludente, ma impeccabile. Non ho mai passato una notte fuori casa a meno che i miei non lo sapessero; non ho mai raccontato bugie. Non sono nemmeno mai rimasta senza soldi in preda al panico, non ho mai fatto nulla che non fosse stato organizzato. Non ho mai provato alcun brivido, non ho mai sentito l'adrenalina, se non quando mancavano 5 minuti alla consegna del compito in classe o dell'esame all'università. Non ho mai fatto nulla che valga la pena di essere raccontato e 27 anni non sono certo pochi. Non sono mai andata all'estero se non con la scuola. Non ho mai fatto arrabbiare i miei genitori se non perché non ho reso all'università. Negli ultimi 9 anni, ho vissuto preda dell'inettitudine. Non vuole essere autocommiserazione la mia, sto solo riportando fatti, nudi e crudi.
Fatti resi evidenti dal mar mediterraneo, nel suo versante tirrenico. Come posso recuperare (ammesso che si possa fare)?
La vita che abito, sarà mai, veramente, la mia vita? Ho 27 anni, sei mesi, 12giorni, 10 ore e 13 minuti: c'è davvero voluto tanto tempo perché io mi rendessi veramente conto di tutto ciò?
E adesso? Cosa sto aspettando e cosa mi aspetto? Ok, manca davvero poco ai miei 28 anni: posso iniziare col pormi questa data come limite per fare determinate cose. Intanto, arrivare a 8 materie da sostenere ancora, a fronte delle attuali 14. 6 materie in 6 mesi, suvvia... Fattibile, non senza molto impegno. Io, però, ho da recuperare anni di inerzia fisica e mentale, sicché, il suddetto impegno non sarà, comunque, mai troppo.
Il bagno di notte, nuda, a mare 😛
Dovrei ubriacarmi una di queste sere. Già. Se non altro, perché, da scienziata quale avrei dovuto essere dopo la laurea mai ottenuta, sono curiosa di vedere come reagisco all'alcol 😬
In programma c'è un viaggio che non ho mai fatto, in verità due. Vi rimando a leggere, a fine anno, i miei due nuovi intermezzi culturali.
Prenderò più spesso l'auto per uscire anche se non ho nulla di programmato.
Le montagne russe, io devo assolutamente provare le montagne russe.
Comprare un pacco di sigarette? No, questa la passo. I never will smoke.
Da ultimo, ma non meno importante, voglio (da leggersi, voglio!) provarci con uno sconosciuto per poi mollarlo appena lui ci sta. Sarebbe una catarsi: una bella passata di colore su tutte le belle batoste prese.
Vivere, quello che devo imparare a fare è vivere. Senza procrastinare.
Durante tutto il tempo in cui sono stata a scrivere questo post, la mia mente non faceva che ripetermi: "cosa vuoi che gliene importi alla gente di quello che hai fatto o non fatto in vita tua? Perché mai dovrebbe starsene a leggere tutto questo tuo lunghissimo flusso di coscienza?" E' vero, magari non tutti leggeranno tutto, ma quanti di quelli che lo avete fatto siete così estranei alle mie parole? Quanti di voi non hanno mai rimandato a domani, a lunedì, al prossimo mese o al primo di gennaio?
Se tra voi c'è chi non l'ha mai fatto, ha tutta la mia stima. Tutta. Si, perché vorrebbe dire che ha capito che "tanto c'è tempo" non è il vero. Il tempo è ora! E' questo l'unico nostro tempo, adesso, questo istante: l'attimo fuggente.
C'è un tempo per ogni cosa e ogni cosa ha il suo tempo.


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